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PRESENTAZIONE:
La storia - Il podere di Agghielli veniva censito
ufficialmente per la prima volta in occasione del 1° Censimento del Ducato
di Spoleto del 1279; era una delle Ville più ricche ed era nota come “Villa
Agellis” (pensiamo che il primo insediamento sia di epoca romana e collegato
alla sua vicinanza con la Flaminia; all’interno del podere, infatti, sono
ancora visibili i resti di una torre di avvistamento sulla Flaminia, così
come un bottino per la raccolta dell’acqua sorgiva; il nome deriva dal
latino agellum-agelli, che significa piccolo podere); qui, all’epoca del 1°
Censimento del ducato di Spoleto, abitavano 10 “fuochi” (ossia gruppi
familiari) che vivevano con agio dei prodotti della terra e dell’allevamento
del bestiame e pagavano i tributi al Ducato.
Dopo varie vicissitudini, il borgo veniva utilizzato come convento di lavoro
francescano e, successivamente, delle monache clarisse - da qui il nome di
Convento di Agghielli - e dalla metà del 1800 diveniva proprietà di una
ricca famiglia Spoletina (la famiglia Spinelli a cui è dedicata la piccola
chiesa costruita nell’area dell’edicola del borgo), ed era il centro di una
ampia proprietà rurale di oltre 600 ettari; la proprietà veniva
successivamente separata in differenti lotti e venduta negli anni intorno al
1960 già in stato di semi-degrado ad alcuni professionisti di Roma che,
noncuranti dei danni derivanti dal trascorrere del tempo, ne agevolano il
decadimento: basta al riguardo vedere qualche fotografia dello stato del
borgo nel 1995 quando lo abbiamo acquistato.
Presentazione - Non è semplice presentare il Convento di Agghielli perché le
sue qualità sono tali da non poter essere espresse con le consuete frasi che
introducono ad una attività ricettiva.
Abbiamo cercato di realizzare un sogno comune: una famiglia serena - in un
borgo monastico del 1000, in un podere esteso per ben 100 ettari, in una
città ricca di storia e di cultura, in una regione famosa in tutto il mondo
per le sue bellezze naturali – che decide di avviare un’attività
imprenditoriale di “ospitalità integrata a qualità totale”, dedicata
all’armonia tra l’uomo e l’ambiente circostante: insomma una cosa che si è
rivelata essere al giorno d’oggi estremamente complicata, pur se possibile.
Il Borgo, dopo una accurata opera di risanamento e restauro conservativo
svolta con l’ausilio delle tecniche della bioedilizia, offre ospitalità
esclusiva e raffinata in undici suites ed in cinque camere matrimoniali,
dotate di ogni comfort; due splendidi camini artigianali composti con
materiali d’epoca completano una sala da pranzo arredata con gusto ed
armonia; la piccola chiesa adibita a biblioteca dove gli ospiti possono
scegliere libri e riviste da leggere durante il soggiorno ed il piccolo bar
in legno di castagno completano una accoglienza calda che stimola il piacere
di rilassarsi ed innamorarsi… per non parlare della splendida terrazza sulla
vallata che rende indimenticabile il tramonto. Un ambiente semplice ma unico
ed irripetibile.
L’Azienda Agricola è totalmente dedicata alla cura dei terreni circostanti
il Borgo ed alle produzioni necessarie al consumo giornaliero degli ospiti:
la certificazione dell’IMC per il biologico rappresenta l’eccellente
risultato raggiunto nell’area dell’alimentazione riguardante le verdure, la
frutta, l’olio di oliva DOP, mentre, per ciò che concerne l’attività
ricettiva, abbiamo ottenuto la certificazione ICEA – AIAB come agriturismo
bio-ecologico con il massimo punteggio, pari a 5 margherite.
La nostra Cucina usa esclusivamente prodotti biologici e biodinamici
provenienti in massima parte dalla nostra azienda agricola – coltiviamo
infatti tutti i tipi di ortaggi, legumi, olivi, antiche varietà di frutta,
alleviamo allo stato naturale maiali e pecore - ed ogni giorno prepariamo il
pane, la pasta fresca, rielaborando antiche ricette umbre con grande
rispetto, tuttavia, per l’integrità dei cibi e per la leggerezza nelle
preparazioni.
All’interno del Borgo è attivo il nostro Centro di Benessere Creativo le cui
attività sono rivolte ad aiutare alle persone a divenire “creatori” del
proprio benessere, a casa come sul lavoro, con percorsi settimanali dedicati
al rilassamento, ma anche con semplici week-end benessere, in cui alla buona
cucina con cene Gourmet a lume di candela si affiancano trattamenti
benessere con massaggi ayurvedici e shiatzu, sedute di reiki, massaggi di
riflessologia plantare, bagni di vapore agli olii essenziali ed idromassaggi
agli ultrasuoni, percorsi guidati di percezione sensoriale tra i boschi che
circondano il Convento, sedute collettive di rilassamento presso il Centro.
Il Centro è stato interamente realizzato applicando gli stessi principi di
bioedilizia e di bioarchitettura seguiti per tutto il restauro del Convento:
l’intero Centro è isolato dai campi elettromagnetici grazie ai cavi
interamente schermati, il pavimento in legno è trattato con olio di lino e
cera d’api, le pareti sono tinteggiate con terre naturali color pesca
frantumate con la calce e mescolate con il latte fresco per la posa in
opera, la roccia lasciata all’interno dello spazio dedicato al rilassamento
è la stessa su cui posa tutto il Convento... I massaggi sono effettuati su
futon di cotone naturale non trattato, alcuni con l’uso di olii naturali
come l’olio di sesamo a cui vengono aggiunti differenti tipi di olii
essenziali biologici a seconda del tipo di persona che riceve il massaggio,
e con l’applicazione di tamponi caldi alle erbe su differenti punti del
corpo.
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Non mancano possibilità di attività collaterali: i percorsi tra i boschi che
circondano il Borgo per gli amanti del trekking, le mountain bikes a
disposizione gratuitamente, la piscina circondata dai boschi, gli spazi
seminariali.
La bioedilizia - Le architetture rurali del passato sono sempre state
perfette macchine biologiche dove tutto veniva ottimizzato: dalla scelta del
sito, all’esposizione ai venti ed al sole, ai materiali impiegati.
Fino al 1996 il Convento di Agghielli era allo stato di rudere ma conservava
chiare tutte queste caratteristiche. Perciò i lavori di restauro sono stati
fatti in modo che il Convento e l’ambiente circostante ritornassero ad avere
le qualità di un unico organismo vivente che avevano anticamente.
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L’intervento è stato capace di ridare equilibrio all’uomo e alla natura
proteggendoli da tutti i fattori nocivi esterni ed interni. La bioedilizia
ha pochi ma fondamentali principi: la riscoperta dei materiali non nocivi e
delle tecniche costruttive tradizionali, l’uso dei colori e la luce naturale
sono tra i principali.
Il primo passo nella ristrutturazione è stato quello di studiare come erano
stati fatti i muri, i solai, i tetti, i pavimenti, i balconi; quali le
pietre utilizzate, quali i legni o le malte utilizzate. Il passo successivo
è stato quello del loro ripristino o della loro imitazione fedele.
Fortunatamente è stato possibile riciclare, cioè recuperare in loco, molti
dei materiali utilizzati per la ricostruzione. Sono stati riutilizzati le
pietre ed i mattoni originari per il restauro dei muri; le pianelle e le
tegole fatte a mano per ricostruire i tetti; le antiche travi in legno per
ricreare le architravi delle porte e delle finestre. In rari casi si sono
potuti salvare interi solai e tetti antichi.
Per gli interventi di ricostruzione ex novo o in addizione sono stati
adoperati materiali ecologici privi di sostanze tossiche. I laterizi
adoperati – cotto per i pavimenti, pianelle per i solai - sono quelli del
tipo fatti a mano. Argilla, pannelli in sughero e fibre naturali realizzano
un isolamento termico ed acustico efficace e bioecologico. Le malte e gli
intonaci in grassello di calce si richiamano alla tradizione. Le rifiniture
ad intonaco sia all’esterno che all’interno sono tinteggiate con latte di
calce e terre naturali in modo che si accordino cromaticamente alla pietra
calcarea delle strutture.
I solai in legno di castagno, le porte e gli infissi sono trattati con olio
di lino e cera d’api ed hanno le forme tradizionali.
Alle strutture tradizionali si è ispirata anche la ricostruzione dei tetti
ventilati dove sono state utilizzate guaine naturali e non bituminose,
pannelli di sughero con tacche per permettere il rialzo dei vecchi coppi che
si appoggiano sopra, tessuto non tessuto e carte ecologiche per evitare le
infiltrazioni di acqua dal tetto e permettere il passaggio dell’aria e la
corretta fuoriuscita del vapore. L’elettrosmog è inesistente perché
l’opportuna progettazione dell’impianto elettrico e la schermatura delle
reti, delle scatole di deviazione e portafrutto impedisce la formazione di
campi elettromagnetici.
Lo stesso elettrodotto è stato interrato nelle immediate vicinanze del
Convento, così come per i cavi delle antenne e del telefono.
L’impianto idraulico è stato reso razionale al fine di un risparmio
energetico con l’uso di pannelli solari ed idrico, col recupero ed il
riutilizzo dell’acqua pluviale e di una fonte naturale interna ai fini
agricoli.
Per l’impianto di riscaldamento sono stati recuperati tutti gli antichi
camini. Negli ambienti che ne erano privi si è fatto uso di termosifoni
tradizionali, in ghisa. Tuttavia l’umidità è regolata dall’uso dei materiali
igroscopici dell’arredamento: i divani, i letti e gli altri elementi di
arredo sono in legno massello trattati con olii naturali e cera d’api; i
materassi ed i guanciali sono in lattice, cocco e cotone; le lenzuola sono
in cotone non trattato mentre le coperte sono in piume d’oca.
Tutta la biancheria viene lavata con detergenti naturali ecologici e
profumata con olii essenziali.
A completamento della filosofia del benessere del luogo, è operante nel
Convento di Agghielli la SEECO (www.seeco.it), - Scuola di Educazione
all’Etica della Complessità - dedicata alla diffusione dell’etica ed alla
conoscenza della complessità nelle imprese e nelle organizzazioni pubbliche,
con master e workshop di approfondimento. |